VideoGecom

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Dalla videocomunicazione di nicchia alle sale intelligenti: l’evoluzione AV secondo VideoGecom

Oggi l’audiovideo non è più solo tecnologia: è progetto, esperienza, visione. Le sale riunioni, gli spazi istituzionali, le aule e gli ambienti di lavoro sono diventati luoghi ibridi, dove comunicare bene significa progettare meglio.

VideoGecom nasce quando la videocomunicazione era un privilegio per pochi e cresce attraversando tutte le grandi trasformazioni del settore AV, fino ai modelli cloud e ai servizi gestiti da remoto. Ne parliamo con Mirko Ciarlo, Business Development Manager, per capire come è cambiato il settore, quali competenze fanno davvero la differenza oggi e perché il futuro dell’AV passa sempre di più dai servizi, non solo dall’hardware.

  

VideoGecom nasce in un contesto molto diverso da quello attuale. Qual è stata la vostra origine nel settore AV?
La nostra storia parte dalla videocomunicazione professionale, quando era appannaggio quasi esclusivo di grandi aziende, pubbliche amministrazioni e strutture militari con sedi distribuite sul territorio. All’epoca realizzare collegamenti audio-video era complesso e invasivo, sia dal punto di vista tecnico sia estetico. Il nostro obiettivo è stato fin da subito rendere queste soluzioni non solo funzionali, ma anche più armoniose negli spazi in cui si svolgevano le riunioni. Da un mercato di nicchia siamo cresciuti fino ad abbracciare l’audiovideo integrato, i sistemi di controllo e la comunicazione unificata così come la conosciamo oggi.

Cosa distingue oggi VideoGecom nel panorama dell’AVprofessionale?
La nostra esperienza ci ha portato a evolvere verso un ruolo fortemente consulenziale. Non ci limitiamo alla scelta tecnologica: affianchiamo il cliente anche nella progettazione degli spazi, dall’arredo all’illuminazione, fino agli aspetti funzionali Questo approccio integrato ci consente di realizzare progetti più completi e coerenti. Per arrivarci è stata fondamentale l’attenzione all’esperienza dell’utente, una forte specializzazione in ambito audio, video e nei sistemi di controllo degli ambienti con lo sviluppo di scenari di utilizzo personalizzati, insieme a una selezione molto accurata di brand e partner affidabili.

Come ha visto evolvere il settore negli ultimi anni?
L’evoluzione è stata enorme. Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo realizzare sistemi di comunicazione che fino a pochi anni fa erano impensabili. Questo ha avuto un impatto diretto anche sui modelli di lavoro, riducendo spostamenti, tempi e costi. Un elemento chiave di questa trasformazione è stato il miglioramento nella qualità e nella quantità del trasporto dei segnali audio e video, che ha reso possibili esperienze sempre più fluide e affidabili.

Quali innovazioni ritiene fondamentali per il futuro dell’AV?
L’innovazione è da sempre uno dei nostri tratti distintivi. con un approccio agile che anticipa le scelte tecnologiche.
Siamo stati tra i primi a proporre la digitalizzazione del trasporto del segnale e l’adozione di servizi cloud. Continuiamo a credere che seguire e comprendere le evoluzioni tecnologiche sia la chiave per restare rilevanti.

Qual è la sfida di cui siete più orgogliosi?
La capacità di adattarci. Ogni grande cambiamento ci ha messi alla prova, ma ci ha anche permesso di crescere. Un esempio su tutti è il periodo del Covid: abbiamo studiato nuovi modelli di lavoro a distanza, sviluppato soluzioni dedicate e le abbiamo proposte a pubbliche amministrazioni e scuole. Questo approccio ci ha permesso non solo di rispondere a un’esigenza reale, ma anche di creare nuove opportunità di crescita.

Che ruolo ha avuto la partnership con Sisme nel vostro percorso?
Sisme è un partner tecnologico fondamentale per la nostra evoluzione. Le loro competenze ci hanno permesso di crescere molto nell’audio digitale, nel trasporto e nel controllo dei segnali. Ci hanno fatto conoscere tecnologie che inizialmente non facevano parte del nostro bagaglio e che oggi proponiamo regolarmente nei nostri progetti. Inoltre, la selezione di brand affidabili e performanti è un valore imprescindibile per noi e per i nostri clienti.

Che consiglio darebbe a un giovane che vuole entrare nel mondo AV professionale?
È un settore estremamente stimolante, soprattutto per chi è appassionato. Il consiglio è semplice: coltivare la passione e trasformarla in una professione. È un ambito che richiede aggiornamento continuo, ma proprio per questo offre grandi opportunità di crescita e permette di affrontare sfide sempre nuove.

Come vi state preparando alle sfide future?
Stiamo lavorando molto sulla gestione remota dei sistemi, anche grazie al cloud. Abbiamo clienti di grandi dimensioni e in passato era spesso necessario presidiare fisicamente le loro sedi. Oggi ci stiamo concentrando su modelli di servizio che permettano lo stesso livello di supporto, ma a distanza, in modo proattivo. Siamo sempre più convinti che il futuro non sia solo nella vendita dell’hardware, ma nello sviluppo di servizi evoluti che lo accompagnano.

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